Maurizio Torri-HARROP.MOLLARET

“Dopo tanti anni difficili, con poca neve al suolo, finalmente un Tour du Rutor come si deve”. Ha esordito così l’alpinista e organizzatore Marco Camandona in apertura della conferenza stampa della 21sima edizione della gara che nel 2024 sarà l’unica tappa italiana del prestigioso circuito de La Grande Course. Data per certa la presenza della dama bianca su tutto il percorso, ora l’organizzazione volge le sue preghiere al meteo, affinchè permetta il regolare e completo svolgimento della manifestazione. In particolare della prima tappa, che richiede condizioni assolutamente perfette. Andrà in scena dal 22 al 24 marzo sulle vette valdostane di La Thuile, Valgrisenche e Arvier nella consueta formula a squadre da due elementi per il settore assoluto e individuale per le categorie giovanili; per quest’ultimi saranno predisposti percorsi ad hoc appositamente tracciati. Doppia valenza per il TDR:  non solo unica tappa in Italia di LGC, ma anche prova finale di Coppa Italia FISI.

A pochi giorni dalla chiusura iscrizioni (termine ultimo per il settore assoluto lunedì 11 marzo alle ore 24:00, lunedì 18 per i giovani) sono accreditate oltre 130 squadre da 14 differenti nazioni.

Al tavolo dei relatori (in foto), moderati dalla voce ufficiale dello scialpinismo italiano Silvano Gadin, sono intervenuti nell’ordine Renzo Testolin (Presidente Regione Autonoma Valle d’Aosta), Giulio Grosjacques (Assessore Turismo e Sport Regione Autonoma Valle d’Aosta), Mathieu Ferraris (Sindaco La Thuile), Marco Mosso (Presidente Comitato Asiva).

La gara in numeri – 7000 metri di dislivello positivo, 30 cambi di assetto, 105 km di tracciato, 60 km di salite, 45 km di free ride, 6 di creste e canali con passaggi oltre i 3000. Ecco i tre tapponi “old style” proposti in chiave moderna.

Day one, la grande traversata: La prova inaugurale prevede partenza dalle piste di La Thuile e arrivo a Valgrisenche. Sarà un “garone” con ben 2400 m di dislivello in salita che, in parte, ricalcherà l’itinerario del ’33; una spettacolare traversata su uno dei ghiacciai più grandi della Valle d’Aosta e delle alpi, con una vera e propria picchiata finale.

Day two, into the wild: Valgrisenche e Alpe Vielle sono nomi ormai familiari a chi mastica di scialpinismo anche al di fuori della nostra valle. Questa seconda tappa, rispetto a quella d’esordio, sarà più moderna e nervosa con tante salite, discese, canalini, cambi d’assetto e tratti alpinistici in cresta. Tutti gli ingredienti per una grande e memorabile giornata in vero stile La Grande Course.

Day Three, il gran finale: La tappa di Planaval è un classico, il degno finale che tutti si aspettano con uno spettacolare anello intorno allo Château-Blanc. Ovviamente prevista anche la discesa finale di 2000m.

Passione – L’organizzazione ha fatto e fa opera di formazione a tutti gli addetti ai lavori: 150 volontari di cui 20 tracciatori che nei giorni che precedono la gara e anche durante il suo svolgimento si occupano della tracciatura, su un terreno per sua natura delicato e non battuto. Oltre a loro tutta una forza lavoro che sta dietro le quinte e silenziosamente si occupa della parte operativa e gestionale, della logistica, della comunicazione, del marketing e di tutti quegli aspetti meno evidenti.

Un occhio di riguardo per i giovani, i non agonisti e per l’ambiente. “Quella giovani, per noi, non è e non sarà mai una gara di contorno. Da quest’anno, con il supporto delle guide alpine, nella giornata di domenica, accompagneremo in quota anche chi non fa agonismo”. “Team 85” che si rifà simpaticamente alla larghezza degli sci da turismo, è una bella iniziativa per avvicinare sempre più gente al nostro mondo, che sta ottenendo importanti riscontri.    Millet Tour du Rutor Extrême non è solo sport, ma anche valorizzazione e tutela del territorio. Ogni anno vierne proposto un balisaggio minimo e riutilizzabile. Al passaggio di tutti i concorrenti, ciò che resterà sarà solo la traccia lasciata dai loro sci.