Ci sono cime e cime. Certo, ognuna ha quel significato profondo che entra dentro e rimane custodito nel cuore perché la salita è metafora della vita. Questa, però, ha la “V” – esatto, maiuscola -: “V”etta d’argento – sancisce i 25 anni dall’amputazione della gamba sinistra – e vetta per la “V”ita.

Da quel lontano, e vicino, 1997, Moreno Pesce ne ha scalate di vette. Perché, nonostante tutto, si può: diversamente ma si fa. Un giorno, la mia vita si è fermata. Forse andavo troppo di fretta e ho imparato a guardare, pensare, aspettare; dopotutto, perdere una gamba, non è poi così grave” dice Moreno che ha subito accettato l’avversità ripartendo per la nuova vita. Al punto che è tornato lassù dov’era arrivato quando le gambe le aveva entrambe. Stampelle sulle braccia, e cuore in mano, il 47enne di Nola ha nuovamente raggiunto i 3.244 metri della Tofana di Mezzo, una delle cime più alte delle Dolomiti Patrimonio Unesco, con la guida alpina Lino de Nes ed il video maker Jacopo Bernard.

“Abbiamo fatto solo uno dei tre itinerari prefissati perché il meteo non ce l’ha consentito e la vetta l’abbiamo raggiunta con gli impianti di risalita. È stato comunque bello e importante festeggiare i 25 anni dall’amputazione: l’obiettivo mancato è diventato obiettivo raggiunto”.

La Tofana di Mezzo è la più alta delle tre Tofane e la quarta cima più elevata di tutte le Dolomiti. Il simbolo – l’ennesimo – della vita: “Provateci sempre, scoprirete di avere risorse che talvolta si crede di non possedere”.

Testo di: Alberto Francescut