Si corre dalla mezzanotte di venerdì con arrivo sul parterre di Valdagno. Il ritorno della Ultra 80 km, iscrizioni complessive chiuse a quota 640 iscritti

Iscrizioni chiuse in casa Trans d’Havet dove le lancette corrono veloci verso il via dell’edizione numero undici che si correrà tra venerdì e sabato. Questa mattina, presso il WHY Center Nutrition Store di Schio si è tenuta la consueta conferenza stampa di presentazione della manifestazione che quest’anno convoglierà sulle Piccole Dolomiti ben 640 partecipanti. Preponderante sarà la presenza di runners italiani da ben 11 diverse regioni ed in rappresentanza di 38 province, ma non mancheranno nemmeno atleti da 9 nazioni straniere (Argentina, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Romania, Spagna e Stati Uniti). Guardando il dettaglio delle iscrizioni per tipologia di tracciato, si daranno appuntamento sulla più lunga delle prove, la Trans d’Havet Ultra 250 atleti ed atlete, 215 saranno invece quelli che si sono assicurati il pettorale per la Recoaro Marathon, mentre in 175 correranno sulla più corta delle distanze, la Montefalcone Half Marathon.

Alla presenza di sponsor, organizzatori e amministratori locali, la gara 2022 è stata illustrata in ogni suo dettaglio a partire dalla ricomposta triade di percorsi. Prova maestra affidata alla Trans d’Havet Ultra con i suoi 80 km e 5.500 mD+, seguita dalla Recoaro Marathon (42 km 2.700 mD+) e dalla Montefalcone Half Marathon (24 km 1.500 mD+).

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Venerdì sera allo scoccare della mezzanotte ci sarà l’atteso sparo d’inizio della prova Ultra, con tradizionale scatto dal parterre di Piovene Rocchette. Per le restanti prove il cuore delle partenze batterà nel centro storico di Recoaro Terme e infine base gara e arrivo trionfale a Valdagno, nel pieno centro laniero. Nel corso della settimana sarà completato il balisaggio definitivo lungo i tre tracciati, avviato già nelle scorse settimane e divenuto ormai un appuntamento nell’appuntamento per tanti amici di Trans d’Havet.  

I percorsi

La Montefalcone Half Marathon, distanza più breve, si snoda dal centro di Recoaro Terme proponendo fin dai primi 4 km uno stress test per le gambe. Si sale verso Recoaro Mille per intercettare il sentiero dei Grandi Alberi che donerà un breve ristoro prima di affrontare il chilometro verticale della salita al Passo delle Rodecche. Da lassù si stacca un saliscendi per lo più su single track fino a Cima Marana e quindi lungo discesone finale fino al traguardo di Valdagno.

Dal centro termale si staccherà anche la prova Marathon che arrampicherà sul lato opposto della Conca di Smeraldo, alla volta dell’Alpe di Campogrosso. Pendenza piuttosto continua per i primi 8 km che immettono nel pianoro dominato da un lato dalla parete della Sisilla e dall’altro dai massicci contrafforti del Carega. Qui si combatterà la battaglia dura, con la scalata del Boale dei Fondi da cui le pendenze si addolciscono un po’ proseguendo fino alla “cima Coppi” Rifugio Fraccaroli. Giro di boa e prima picchiata per il vallone di Campobrun, quindi un su e giù che progressivamente digrada fino alle ultime asperità di Cima Marana da cui si staglia la discesa su Valdagno.

Prova endurance, infine, quella che alla mezzanotte di venerdì 22 luglio prenderà il largo da Piovene Rocchette. Dai 273 m slm della partenza la notte servirà ad infilare le prime scalate immersi tra boschi e pendii scoscesi. I primi 10 km serviranno a liquidare l’ascesa al Monte Summano, nei successivi dieci si scenderà fino al Colletto di Velo per salire poi alla volta del Monte Novegno, di nuovo in discesa per affrontare l’ostacolo del Monte Alba e poi infilare, dopo Passo Xomo, la salita per le Gallerie del Pasubio. Liquidata anche questa prova, che la testa della corsa affronterà alle prime luci dell’alba, si discende a Pian delle Fugazze per salire ancora, subito dopo, all’Alpe di Campogrosso per la Selletta di Nordovest. Giunti a Campogrosso si innesta il tracciato condiviso della prova Marathon e si sale al Rifugio Fraccaroli per Bocchetta Fondi. Da Cima Carega si continua sulla dorsale delle Montagnole Alte con i passaggi per i vari Passo Plische, Passo della Lora, Passo della Zevola, Monte Gramolon, Malga Campo Davanti, Cima Campetto e Cima Marana per poi lanciare la picchiata, a quel punto con le gambe frollate al punto giusto, per l’ambito traguardo di Valdagno.

“Dopo due anni di incertezza – è il commento del neo presidente dell’Ultrabericus Team, Matteo Meggiolaro – torniamo finalmente a riproporre tutte le distanze di gara. Un risultato per niente scontato che non sarebbe stato possibile senza il contributo fondamentale di volontari, associazioni e atleti che hanno risposto oltre le migliori aspettative. A dieci anni dalla prima edizione, è bello sentire l’affetto di un territorio che ci ha dato tanto. È proprio per celebrare questo legame che per l’edizione 2022 abbiamo deciso di collaborare con fantastiche realtà locali come la cooperativa Moby Dick di Arzignano, che ha realizzato le medaglie per tutti i partecipanti nel segno della piena sostenibilità.”


“Dopo la splendida edizione dei Campionati Italiani del 2019
– prosegue il direttore di gara, Enrico Pollini – la anomala edizione della Recoaro Marathon in autonomia del 2020 e la ripresa delle gare corte nel 2021, si torna alla tradizione della Trans D’Havet classica. Il disegno della gara regina, la Ultra da 80 km, è di nuovo protagonista: lo confermano i numeri, che sono quelli del 2017 e 2018 pre-pandemia. L’eventuale ruggine degli anni di stop forzato è sparita in un attimo e la macchina organizzativa gira a pieno regime in questi ultimi giorni di preparativi, così come girerà il giorno della gara. Nelle ventiquattro ore di sabato 23 luglio, oltre allo sport e all’agonismo, sarà di nuovo festa e grande partecipazione di atleti e volontari, complessivamente più di mille.”

Soddisfazione espressa anche da parte dei rappresentanti delle Amministrazioni locali presenti, con i primi cittadini di Schio, Valter Orsi, Valdagno, Giancarlo Acerbi, e il consigliere delegato per il Comune di Recoaro Terme, Paolo Asnicar, che hanno sottolineato l’alto valore della manifestazione per la promozione territoriale, augurando a tutti i partecipanti e alla grande macchina dei volontari un buon divertimento sulle Piccole Dolomiti.

Trans d’Havet è resa possibile grazie a più di 400 volontari che anche in questa edizione si daranno appuntamento sulle Piccole Dolomiti per assicurare il migliore svolgimento possibile della manifestazione in ogni sua sfaccettatura. Grazie quindi ai patrocini delle Amministrazioni interessate dal percorso (Piovene Rocchette, Santorso, Schio, Posina, Valli del Pasubio, Vallarsa, Ala, Crespadoro, Recoaro Terme e Valdagno), alla Squadra Trasmissioni Protezione Civile A.N.A. di Vicenza, alla Croce Rossa Italiana con i comitati di Schio e Valdagno, al C.N.S.A.S. con le stazioni di Schio, Arsiero, Rovereto, Ala, Verona, Recoaro Terme e Valdagno, alle Squadre Protezione Civile A.N.A. di Vicenza, ai Gruppi Alpini delle sezioni di Vicenza e Valdagno e alle Sezioni C.A.I. di Valdagno, Recoaro Terme e Arzignano.

Impossibile dimenticare poi il prezioso sostegno degli sponsor con Hoka, Oliviero Toyota, Masters, Joker, Why Sport, Birra Menabrea, Sambo Servizi, Manaly, Elleerre, oltre che di rifugi e rifugisti che gli atleti incontreranno lungo il percorso (Rifugio Passo Xomo, Rifugio Papa, Rifugio Campogrosso, Rifugio Fraccaroli, Rifugio Scalorbi, Chalet Montefalcone).

CREDIT FOTO: Joelle Cardin_WHYSPORT