Ph. Giacomo Meneghello

Quando l’età è solamente un numero scritto sulla carta di identità. La ventisettesima edizione della Maratona del Cielo ha incoronato due campioni per i quali, l’età appunto, sembra non contare. Ci hanno provato a fare quello che si può, come ha raccontato il recordman Tadei Pivk nella sua intervista, e hanno vinto. Lui, classe 1981, che da quest’anno è l’atleta con il numero maggiore di vittorie (ben sei!) sul Sentiero 4 Luglio, e la scialpinista e verticalista Corinna Ghirardi (classe ’79) che, alla sua prima volta, si è imposta su rivali decisamente più giovani. Perché in gare come questa a contare non è solamente il motore, ma anche la capacità di muoversi su terreno altamente tecnico e a tratti alpinistico, oltre a quella di gestire le energie. Lo sa bene la Ghirardi che, al Bivacco Davide, ha messo la quinta ed è scappata via, chiudendo in 5h23’36” e lasciandosi alle spalle Giulia Marchesoni (5h25’11”) e Giulia Lamberti (5h28’59”).

Pivk, che ha vinto per la sesta volta la Maratona del Cielo, è così entrato nella storia della gara camuna, stampando al traguardo un 4h16’09” che gli è bastato a tenere dietro il lecchese Mattia Gianola (4h26’00”) e il veneto Mirko Cocco (4h32’57”). 

Non solo skymarathon, l’evento camuno powered  by Crazy ha visto sfide di livello anche sulla 21km con successo di Elija Kamau Kariuki in 2h02’38” sul carabiniere bormino Andrea Prandi e sul golden boy di casa Marco salvadori. Al femminile la lecchese Francesca Rusconi (2h33’16”)  ha invece messo dietro Nicole Ruggeri e Monica Vagni. Festa grande tra le vie del centro anche per i giovani mini skyrunner che hanno dato vista a delle sfide a dir poco combattute prima di fermarsi ad accogliere i vincitori delle distanze maggiori.