Concetrata in 10 ore per evitare il maltempo di giovedì, sulla diga della Val Verzasca si è svolta la gara di arrampicata per l’ingresso in finale della seconda Red Bull Dual Ascent

I primi team sono scesi in campo il mattino alle 7 al sorgere del sole. L’ultimo è arrivato al traguardo al crepuscolo, tra nebbia e pioggia. Dato il poco tempo a disposizione, le atlete e gli atleti hanno affrontato «solo» 4 dei 6 tiri, ma non per questo la competizione è stata più semplice. Oltre a un grado di difficoltà anche di 8a, ad attendere i 24 climber in gara c’erano appigli completamente privi di struttura e passaggi complessi in termini di coordinazione dei movimenti.

I FINALISTI

Quella del campione olimpionico Alberto Ginés López e della sua compagna di cordata Jenya Kazbekova è stata una gara da fuochi d’artificio. Con un tempo di 45 m e 03 s, il duo spagnolo-ucraino è rimasto imbattuto fino a fine giornata ed è sulla buona strada per bissare il successo messo a segno da Ginés López lo scorso anno. Dovrà però contendersi il titolo con una cordata slovena che, in fatto di affiatamento, non ha nulla da invidiare a nessuno: stiamo parlando di Jernej e Julija Kruder. Noti ormai da anni nel mondo dell’arrampicata da competizione, in Val Verzasca i due hanno affrontato dinamo e salti con destrezza. E nonostante la caduta di Julija al primo tiro, il duo ha concluso la gara con il secondo miglior tempo della giornata: 56 min e 44 s.

I campioni mondiali di arrampicata su ghiaccio Petra Klingler e Louna Ladevant erano scesi in campo in coppia già in occasione della prima Red Bull Dual Ascent. E questo si è rivelato decisamente un vantaggio, soprattutto considerato che per entrambi la preparazione è stata tutt’altro che ottimale. «Nelle ultime due settimane Louna è stato malato. Io invece ho alle spalle una stagione di gare decisamente lunga. Abbiamo avuto pochissimo tempo per allenarci», spiega Petra Klingler. Ciò non di meno i due sono riusciti a completare tutti i tiri in red point, e questo in appena 60 min e 15 s. Abbastanza per accedere alla finale.

In finale dovranno vedersela con un altro team sloveno di tutto rispetto: Domen Škofic e Vita Lukan. Per completare i quattro tiri di difficoltà compresa tra 7b+ e 8a i due ci hanno messo solo un minuto in più. «Anche questa volta è stato incredibile», dichiara entusiasta Domen Škofic, che lo scorso anno insieme al connazionale Jernej Kruder aveva mancato solo per un soffio il gradino più alto del podio.

Photo Credits Pedro Lemos

LE DICHIARAZIONI

Il fatto che nella via di questa seconda Red Bull Dual Ascent siano stati inseriti ancora più salti e dinamo dell’anno scorso ha certamente giocato a favore delle atlete e degli atleti esperti di arrampicata da competizione. È il caso del duo svizzero Sascha Lehmann / Andrea Kümin, che ha fatto segnare il quinto miglior tempo (1 h e 7 min). Con il senno di poi – spiega Lehmann – avrebbe potuto rischiare un po’ di più.

Ma non sempre è facile decidere se rischiare o no. In caso di caduta il regolamento della Red Bull Dual Ascent prevede che gli atleti tornino indietro e ripetano il tiro in red point oppure continuino direttamente l’arrampicata incassando però dei punti di penalizzazione. Ciascun team ha potuto adottare la strategia che preferiva. È così successo p. es. che, nonostante un tempo inferiore a un’ora, Marcello Bombardi e Giorgia Tesio hanno mancato l’ingresso in finale. I punti di penalizzazione sono stati fatali anche per i fratelli Shawn e Brooke Raboutou e per il duo Nils Favre – Mathilda Söderlund.

“È evidente che l’arrampicata a più tiri è la mia disciplina”, così Söderlund dopo la gara, “ma a queste mosse in stile competizione non sono abituata”. La svedese spiega di essersi comunque divertita molto.

Una sorte simile è toccata all’esperta di arrampicata alpina nonché guida alpina Federica Mingolla. Dopo essere caduta al penultimo tiro Mingolla è giunta al traguardo con le mani rese sanguinanti dall’attrito contro la parete ruvida della diga. “Durante la dimostrazione avevo notato che c’erano dei movimenti dinamici. Ma non mi aspettavo delle dinamo del genere”. Per lei – riassume l’italiana comunque di buon umore – questa è stata una grande sfida.

PRONTI PER SABATO

Il tempo ticinese di questo mercoledì ha dimostrato che bisogna essere preparati a tutto. Lo stesso vale per la Red Bull Dual Ascent: con la sua via a più tiri da 180 m, questo speciale formato di gara è così ricco di sfide che le carte vengono rimescolate di continuo. Guardiamo perciò con ansia e curiosità alla finale di sabato.