Nella quinta prova della Crazy Skyrunning Italy Cup 2023 vincono i tostissimi 90 km della Monte Rosa Walserwaeg Lisa Borzani e Matteo Bolis, dopo una lunga battaglia per entrambi

La seconda edizione della gara attorno al Monte Rosa è partita venerdí a mezzanotte. 90 km con oltre 7000 D+ ha impegnato la maggior parte degli atleti per piú di un giorno.
”Una gara non facile. Ci sono molti tratti tecnici e discese impegnative da affrontare. Sicuramente è un percorso che ti chiede molto, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Devi essere preparato a tutto e correre con condizioni climatiche molto differenti tra di loro. Il passaggio dalla notte al giorno segna un’importante escursione termica e il fisico potrebbe risentirne. Per questo motivo, abbiamo deciso di posizionare molti ristori e punti d’acqua lungo il percorso, cosí che il concorrente avesse sempre la certezza di trovare nel breve un supporto se le cose non andassero come previsto.” (Franco Collé organizzatore e coordinatore della gara).

Nonostante il grande rischio pioggia che ha tenuto tutti sulle spine fino al momento dello start, si è svolto tutto nel migliore dei modi. Le frontali hanno iniziato ad illuminare i sentieri umidi portando i partecipanti alla prima difficoltá di giornata: il passo Valdobbiola, sopra l’Ospizio Sottile dove, a detta dei concorrenti, tirava parecchio vento e scendere velocemente é stata la prioritá di molti. Giá in questi primi chilometri si era creato un bel gap tra i primi cinque uomini ed il restante gruppo, distanza che, durante il percorso, non è mai stata colmata.
Per quanto riguarda le donne, la lotta è stata tra la valdostana Lisa Borzani e la svizzera Sophie Andrey, con qualche cambio di posizione tra la terza, la quarta e la quinta atleta.

A trainare il gruppetto dei cinque uomini è stato Matteo Bolis, che ha condotto una splendida gara, battagliando dapprima con Gianni Pailleux (ritirato per problemi fisici al 65 esimo km), poi con il toscano Massimiliano Orsucci nella parte centrale della gara, ed infine, con un recupero inaspettato verso la fine, con Simone Musazzi. Nonostante questi continui attacchi, l’atleta bergamasco é rimasto concentrato e ha puntato dritto verso l’obiettivo finale sorpassando il vallone del Loo, i sentieri sopra Issime e Gaby, la zona di Niel ed i colli di Lazoney, della Vecchia, la Crenna dou Leu toccando il Colle della Forza, il Colletto Taf e il Colle Ranzola, per poi giungere con un vantaggio di cinque minuti al traguardo di Gressoney Saint Jean in 18h03’15”. Secondo Simone Musazzi in 18h08’12” e terzo l’atleta toscano Massimiliano Orsucci in 18h24’10”.

Lisa Borzani, tra le donne, è partita molto forte, giungendo al 18esimo km in prima posizione femminile e sesta assoluta. Ma la svizzera, nel giorno del suo compleanno, non si è tirata indietro e ha recuperato lo svantaggio che aveva, portando avanti la sua gara in prima posizione fino alla base vita di Gaby (45esimo km). Da li, a causa di qualche problema fisico, ha lasciato spazio all’atleta valdostana che ha gestito una seconda parte di gara con grande esperienza e determinazione chiudendo al traguardo in 19h56’51” e sesta assoluta. Segue Sophie Andrey in 20h42’43” e Annalisa Faravelli in 20h50’26”, autrice di una grande rimonta.

Non solo ultra peró, per il Monte Rosa Walserwaeg. Alle 7 del sabato è stato dato il via alla 45 km con 3500 D+ dove si sono imposti Katrin Bieler in 8h8’39” e Matteo Anselmi in 6h29’27”. Ha chiuso la giornata del sabato, la partenza della 15 km e 650 D+ dove hanno tagliato per primi il traguardo Luisa Rocchia in 1h26’02 (quinta assoluta) e Andrea Fornero in 1h19’55”.

L’evento si è chiuso con il minitrail per ragazzi da 0 a 15 anni, divisi in categorie e con percorsi differenti per ognuno.

”Non posso che essere soddisfatto per come sia andata la manifestazione. Ha coinvolto, oltre allo staff che ha lavorato davvero moltissimo negli ultimi mesi, 350 volontari dislocati lungo tutto il percorso. Un numero davvero importante, anche da gestire, ma ognuno ha fatto il suo e tutto è andato per il meglio.
Con questo evento portiamo gli atleti a correre in una valle dura ma che ti ripaga con paesaggi da lasciarti a bocca aperta. Ad esempio, chi è salito con un passo piú tranquillo, si è goduto uno splendido passaggio al chiaro di luna sulla diga vicino al rifugio Gabiet.
Aspettiamo tutti il prossimo anno con cambi di distanze per alcuni atleti, che hanno dichiarato di volersi cimentare nella distanza piú tosta.”
(Franco Collé)

Photo Credits Stefano Jeantet e Daniele Camicasca