Intervista e Daniele Nava e Silvia Trigueros Garrote. Per entrambi nuovo record di percorso

900 atleti in totale per UTLAC 2024 e tre grandi gare da 250, 60 e 30 chilometri. Cinque giorni all’insegna della corsa in montagna nella cornice delle montagne che fanno da corona al Lario.

Utlac 250 ha preso il via alle 18:00 di mercoledì 10 maggio dal lungolago di Lecco ed è stata, per tutti i partecipanti, “il grande viaggio”, così come ce lo hanno descritto i due vincitori. Per la precisione non “soli 250” ma ben 254 km e un dislivello positivo di 12.430 metri ,arrivando a tagliare il traguardo, nuovamente sul lungolago lecchese, dopo un vero e proprio giro montano del Lago di Como. Il primo a riuscire nell’impresa è stato Daniele Nava fermando il cronometro a 43h42’28” (nuovo record di gara) e migliorando il crono di 44h56’ ottenuto dodici mesi prima dallo svizzero Robin Fournier. Staccato di oltre 4h30’ è arrivato il romano Alessandro Roncato del Maddalene Sky Team, 2° in 48h21’46”, mentre a completare il podio è stato Emanuele Ludovisi (D+Trail) in 48h25’44”.

Vittoria con record anche per la basca Silvia Trigueros Garrote, classe ‘76 che l’anno scorso aveva vinto in 58h44’ riuscendo stavolta a migliorarsi di addirittura otto ore come dimostra il tempo finale di 50h43’40”. Alle sue spalle si è assicurata il 2° posto Valentina Michielli del Team Coros in 52h56’29” con la svizzera Denise Zimmermann 3^ in 58h48’19”.

Eccoli entrambi, in testa al gruppo e sguardo deciso, al via!

Daniele Nava: “Ho molto apprezzato l’autonavigazione. È il futuro delle ultradistanze”

Ciao Daniele e complimenti per la tua vittoria a UTLAC. Per te è la prima volta. Conoscevi già il percorso o parte di esso?

Grazie mille. Sì, è la prima volta e non conoscevo il percorso. Avevo corso alcuni tratti del Sentiero del Viandante, ma per il resto per me UTLAC è stata tutta una scoperta. Ammetto però di essermi studiato molto bene la traccia Gpx sulla cartina.

Come mai hai scelto UTLAC?

Ho scelto UTLAC non solo perché adoro le lunghe distanze, ma principalmente perchè la gara compie il giro completo del lago di Como e questa cosa ha un fascino estremo che penso possa attrarre qualsiasi appassionato di ultradistanze.

Hai fatto il record di gara… Ti aspettavi questo risultato ma, soprattutto, come l’hai vissuta? Sapevo di stare bene e speravo tanto di poter tagliare il traguardo per primo, ma non pensavo minimamente di riuscire ad abbassare il tempo di Fournier, puntavo piuttosto al tempo di Peter attorno alle 46 ore. L’ho vissuta davvero bene, sempre concentrato e tranquillo, circondato dal calore e dal tifo della gente del lago.

Ci sono stati dei momenti di crisi o difficoltà e come li hai superati?

Ho avuto una piccola crisi a metà della prima notte, credo a causa di un leggero colpo d’aria che mi ha impedito di alimentarmi bene, ma nel giro di poche ore e con l’arrivo della luce ho riacquistato lucidità e sono tornato a mangiare regolare.

Se dovessi descrivere UTLAC a un amico, come la descriveresti? Quali sono gli aspetti che ti sono piaciuti di più?

La descriverei come un grande viaggio più che una gara. Che attraversa montagne e sentieri, borghi antichi e ricchi di storia, boschi e dorsali che sembrano infiniti, ma con il grande lago sempre presente che rende il tutto assolutamente magico. In più c’è l’aspetto dell’autonavigazione che è la cosa che ho apprezzato di più. Ogni ultra dovrebbe averla questa modalità. È il futuro.

Qualche consiglio per prepararsi a una gara come UTLAC?

Il consiglio che posso dare è di di arrivarci gradualmente affrontando distanze via via sempre più lunghe, ma anche che 250 kilometri si percorrono uno per volta e come sperimentiamo ad ogni gara, il traguardo alla fine arriva sempre se continuiamo a correre.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

I prossimi obiettivi sono incerti. Di certo vorrei fare bene in Valmalenco (Valmalenco Ultradistance Trail) e salire sul podio. Poi chissà, se il lavoro me lo permetterà e troverò un posto al Tor des Géants, perché no?

Silvia Trigueros Garrote: “Può sembrare una gara semplice, a prima vista…”

Ciao Silvia e complimenti per la tua vittoria a UTLAC. Per te è la seconda partecipazione a questa gara trail. Come, il fatto di conoscere già il percorso, ti ha aiutata?

Grazie, sono molto felice e sorpresa del mio risultato, non me lo aspettavo davvero. L’edizione 2023 è stata per me la prima volta in una gara non balisata e che richiedeva l’utilizzo del Gpx, cosa che ho trovato un po’ complicata in alcune parti del percorso e quindi ho inevitabilmente perso tempo. Quest’anno ho guardato il percorso prima di arrivare alla gara, soprattutto nelle zone in cui mi sono persa durante la scorsa edizione e quindi, una volta partita, mi sono trovata meglio e sono quindi stata più veloce.

Come mai hai deciso di partecipare per la seconda volta?

Mi piace ripetere le gare in cui so di poter fare meglio e che mi sono piaciute, ed è proprio questo che mi ha fatto decidere di tornare.

Hai fatto il record abbassando di ben 8 ore il tempo dello scorso anno. Ti aspettavi questo risultato ma, soprattutto, come hai fatto?

Sono partita molto molto concentrata. Arrivare a Colico non completamente sola ma insieme ad altri due concorrenti, inoltre, mi ha aiutata, dato che questa prima parte è la più complicata e attraversa molti paesi. Credo che anche il meteo sia stato decisamente d’aiuto: la temperatura era ottima per correre, né fredda né calda, ed è un fattore che influisce molto sul tempo.

Ci sono stati dei momenti di crisi o difficoltà e come li hai superati?

Ho avuto un momento di crisi quando ho lasciato la base di Cernobbio, ho iniziato a sentirmi assonnato, ma quando sono arrivato a Como e l’orologio ha iniziato a darmi problemi, la sonnolenza è sparita.  Sono rimasto lì per quasi un’ora a cercare di risolvere il problema dell’orologio e poi ho potuto proseguire. Mi sono arrabbiato con me stesso e questo mi ha fatto accelerare il passo per recuperare il tempo perduto.

Se dovessi descrivere UTLAC a un amico, come la descriveresti? Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più?

Descrivere l’UTLAC a un amico è complicato: a prima vista può sembrare una gara “semplice”, perché non ha tratti particolarmente tecnici ed è veloce, ma questo la rende in realtà una prova molto dura perché non ti lascia un attimo per rilassarti. Inoltre, ci sono molti tratti in “ciottolato” che affaticano molto i muscoli. In compenso, i panorami sono impressionanti, molti contrasti che non lasciano indifferenti e un’organizzazione davvero di pregio.

Qualche consiglio per prepararsi a una gara come UTLAC?

L’unico consiglio che mi sento di dare è sperimentare l’utilizzo del dispositivo Gpx prima di gareggiare (quindi di fare esperienza in allenamento) e di fare attenzione alle batterie.

Le altre gare: UTLAC 60 e UTLAC 30

Grande entusiasmo sabato per la prima edizione della Utlac 60, gara che già a un mese dal via aveva visto esaurirsi tutti i 400 pettorali messi a disposizione dall’organizzazione. Partenza da piazza Cavour a Como e arrivo nuovamente sul lungolago di Lecco dopo un percorso di 64,6 km, con dislivello positivo di 3.580 metri, che univa i due capoluoghi lariani passando anche dalla punta di Bellagio, dove il Lario si divide nei suoi tre rami. A inaugurare l’albo d’oro della gara sono stati Gionata Cogliati con il tempo di 7h23’51” e la belga Dominique Van Mechgelen fermando il cronometro a 8h39’11”. Secondo gradino del podio per lo svizzero Tommaso Besomi (Runcard) in 7h34’23” e terzo per Moreno Sala (Gsa Cometa) in 7h39’39” al maschile, con Chiara Boggio (Durbano Gas Energy Rivarolo) 2^ donna in 8h56’36” davanti a Svetlana Ciobanu (Passport) 3^ in 9h14’41”.

Infine, domenica, spazio al gran finale con Utlac30, gara disegnata sulla seconda parte del tracciato della prova da 64,5 km, con partenza da Bellagio (traghetto da Lecco gratuito per la tratta Lecco Bellagio, che ha dato la possibilità ai partecipanti di fare una splendida esperienza pre-gara!), consueto arrivo a Lecco e dislivello positivo di 1.872 metri. Anche in questo caso i vincitori hanno firmato il noto primato della distanza. Stiamo parlando di Dionigi Gianola, premanese portacolori dell’Us Malonno, capace di imporsi in 2h43’34”, e Irene Saggin dell’Ultrabericus Team, al traguardo in 3h18’06”. In 2^ posizione si sono classificati il polacco Adrian Bednarek in 2h48’27 e la francese Chris Mugnier in 3h36’39”. In 3^ ecco Stefano Rota (Pegarun) in 2h57’17” e Lisa Borzani (Bergamo Stars Atletica) in 3h37’09”.

Ph. Arch. ULTAC e Stefano Jeantet